30/09/2020
Sarà beatificata la catanzarese Nuccia Tolomeo

Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti cinque prossimi nuovi Beati e due nuovi Venerabili Servi di Dio. La notizia è stata data il 30 settembre scorso.
Con il riconoscimento del miracolo attribuito alla sua intercessione, sarà proclamata Beata una laica calabrese, Gaetana Tolomeo, detta Nuccia, morta a Catanzaro nel 1997 all’età di 60 anni. Nuccia ha vissuto con fede il mistero del dolore. Colpita sin da piccola da una paralisi progressiva, trova in Gesù la forza per infondere coraggio e speranza a tutti e a chi la va a trovare regala il suo sorriso. Costretta all’immobilità per tutta la vita, trasforma la sofferenza in preghiera. Diceva a Gesù: “La tua potenza d’amore, Signore, faccia di me un cantore della tua grazia, trasformi il mio lamento in gioia perenne: un inno alla vita, che vinca la morte e sia messaggio di speranza per molte anime tristi (…) Grazie, Signore, per il dono della vita … Grazie, Gesù, per aver trasformato il mio pianto in letizia … Grazie di tutto, Padre buono e misericordioso! Ti lodo, ti benedico e ti ringrazio per ogni gesto d’amore ricevuto, ma soprattutto per ogni privazione sofferta. Voglio ringraziarti in modo particolare per il dono dell’immobilità, che è stato per me una vera scuola di abbandono, di umiltà, di pazienza e di gratitudine, ed è stato per gli amici del mio Getsemani, esercizio di carità e di ogni altra virtù”.
Tra i prossimi Beati, quattro sacerdoti martiri. Saranno beatificati anche i Servi di Dio Francesco Cástor Sojo López e 3 Compagni, sacerdoti del Sodalizio Secolare dei Sacerdoti Operai Diocesani, uccisi in odio alla fede durante la guerra civile in Spagna, tra il 1936 e il 1938. Il Decreto, infatti, riconosce il loro martirio.
Due nuove Venerabili Servi di Dio. Con il riconoscimento delle virtù eroiche, diventano Venerabili Servi di Dio Francesca della Concezione Pascual Doménech, fondatrice della Congregazione delle Suore Francescane dell’Immacolata (nata il 13 ottobre 1833 a Moncada, in Spagna, e qui morta il 26 aprile 1903) e Maria Dolores Segarra Gestoso, fondatrice delle Suore Missionarie di Cristo Sacerdote (nata il 15 marzo 1921 a Melilla, in Spagna, e morta a Granada il 1° marzo 1959).

 IL RACCONTO DEL MIRACOLO

 Racconto del miracolo della gravidanza extrauterina portata a compimento,  per intercessione della Venerabile Nuccia Tolomeo, approvato dai medici, dai teologi e dal Congresso dei Cardinali e dei Vescovi della Congregazione vaticana delle cause dei Santi. Il racconto è della mamma protagonista, Signora Ida Carella di Crotone.  Fra qualche giorno Papa Francesco sigillerà con il suo consenso l'approvazione del miracolo e darà il via al Decreto di beatificazione di Nuccia. Racconta Ida:
"Nel dicembre del 2013, ho scoperto dopo 12 anni di essere in attesa del mio 3° bambino.
Inizialmente, sono rimasta un po’ così, non ci credevo, ma da subito tra me e me ho detto: ‘Signore, se me l’hai mandato io sarò felice di averlo’. Dopo qualche giorno io e mio marito, molto contenti, andiamo dal ginecologo per la prima ecografia ed accertarci che tutto procedesse al meglio ma purtroppo non era così; non si presentava una gravidanza normale. Il dottore molto dispiaciuto mi disse: ‘Devi abortire perché il feto si trova nella cervice ed è in via di espulsione’. Secondo lui con probabilità avrei abortito spontanea-mente. Il giorno dopo sono andata in ospedale per avere un altro parere, ma anche il secondo dottore mi dice la stessa cosa. Quindi mi mandano al consultorio per richiedere un certificato per l’aborto. Io rifiutavo l’idea ma dovevo farlo perché avrei corso dei rischi: non solo la morte del bambino ma anche la mia.
Nel ritornare a casa mi venne in mente la mia amica Maria che era dottoressa, la chiamai e lei subito si mise a disposizione consigliandomi il cugino ginecologo a Catanzaro. Ho contattato subito il dottore e mi sono recata immediatamente a Catanzaro ma l’esito era lo stesso, anche lui mi disse che dovevo abortire e quindi mi programmava per il ricovero urgente.
Il giorno dopo (17 gennaio 2014) ero già ricoverata presso l’ospedale di Catanzaro e tanti altri dottori mi visitarono poiché il mio caso era raro ma, nonostante questo, tutti erano concordi sull’unica soluzione possibile: l’aborto.
Nonostante tanti pareri, io rimanevo ferma sulla mia convinzione e sul mio desiderio di tenere mio figlio affinché un giorno io potessi tenerlo fra le mie braccia; perderlo per me era un dolore troppo grande. Così iniziarono a prepararmi, sia psicologicamente che fisicamente, all’aborto che sarebbe dovuto essere praticato lunedì, 20 gennaio 2014.
 La domenica mattina (19 gennaio 2014) mi arrivò un messaggio di uno zio di mio marito; il messaggio era una preghiera e, visto che mi trovavo sola, mi misi a piangere. In quel momento entrò nella stanza Padre Pasquale Pitari che portava la comunione e, vedendomi piangere, mi chiese il perché. Gli raccontai in maniera molto sintetica tutto. Ad un certo punto Padre Pasquale mi disse: ‘Non ti preoccupare, vedrai che tutto si risolverà con l’aiuto del Signore e, grazie all’intercezione di Nuccia Tolomeo, la tua preghiera sarà ascoltata. Dì al dottore di aspettare 2 o 3 giorni, così potremo verificare se grazia sarà fatta’.
Quel giorno, nella stanza con me era presente un’altra signora, Fiorella, che ha assistito a tutta la conversazione con Padre Pasquale. Nel pomeriggio, lei ritornando a parlare dell’evento si avvicinò con una figurina di Nuccia Tolomeo che aveva trovato nel suo cassetto appena ricoverata e mi disse che avrei dovuto tenerla io e che Nuccia mi avrebbe protetto fino alla nascita del bimbo. Così ho fatto. L’ho pregata e ho sperato.
Il mio cuore si riempì di gioia, ma anche di ulteriori paure in quanto non potevo dire al dottore e a tutta l’equipe che mi seguiva di aspettare, magari non mi avrebbero creduto. Nonostante tutto, dopo questo incontro la mia speranza aumentava sempre di più; passai la notte a pregare e a piangere, anche invocando Nuccia, chiedendo al Signore che avrei accettato qualsiasi sofferenza purché salvasse mio figlio e, se questo non era possibile, di prenderlo con sé e non lasciare a me la scelta.
Dopo una lunga, interminabile notte arrivò il fatidico giorno; il cuore mi batteva a mille, non volevo ma dovevo farlo, speravo che il dottore mi facesse un’ecografia per sentirmi dire che il bambino si era spostato dal canale cervicale nell’utero, e quindi mi sarebbe stato possibile tenere il bambino, ma non fu così. Notando il mio immenso dolore, il dottore mi disse:  "La gravidanza comporta rischi molto seri per lei. In qualsiasi momento si potrebbe verificare un’emorragia molto forte che comporta l’asportazione dell’utero con un rischio elevato di morte. Pertanto, ha 2 o 3 giorni di tempo per riflettere se andare avanti con la gravidanza o abortire".
Io ero incredula. Erano le stesse parole dette da Padre Pasquale. Non credevo a quello che avevo ascoltato; così chiesi di parlare subito con mio marito e dopo qualche minuto dissi senza pensarci due volte che ero decisa ad andare avanti. 
Tornata a casa, martedì 22 gennaio, feci una nuova ecografia da un’altra ginecologa, che con decisione mi disse che assolutamente dovevo abortire, perché continuare la gravidanza era impossibile e comportava enormi rischi per la mia salute. Ma io continuavo a sperare e pregare Dio, invocando l’intercessione di Nuccia Tolomeo, fiduciosa di ottenere il miracolo. Il 30 gennaio ancora la situazione era immutata. Anche se i riscontri ecografici non erano positivi, non persi la fiducia e continuai a pregare con più intensità Nuccia. 
Da quel giorno iniziò un processo, il cui esito favorevole lo scoprii l’11 febbraio, quando feci la successiva ecografia presso il dottore Francesco Quintieri, che mi seguirà fino al parto. La sera precedente, prima di addormentarmi recitai le solite preghiere a Dio e invocai Nuccia. Nella notte feci un sogno; sognai Gesù con un vestito color avorio e una fascia bordeaux; era bellissimo, non parlava ma sorrideva, donandomi un calice in oro con delle pietre rosse al cui interno c’era una bevanda rossa da bere.
Il giorno dopo, fatta l’ecografia, il dottore con gli occhi lucidi mi disse: ‘Signora, il bambino si è spostato, per me è avvenuto qualcosa di grande, le sue preghiere si stanno avverando’. Io ero felicissima e ringraziai subito Dio e Nuccia per il miracolo avvenuto. Così piano piano arrivai alla 35° settimana con tutta la calma e la serenità possibile. I mesi trascorrevano con la valigia sempre pronta.
Giorno 5 agosto 2014, il miracolo fu pieno, un dono fantastico di Dio, mio figlio Francesco. Il parto avvenne con taglio cesareo, perché la gravidanza si presentava ‘accreta’. È stato un parto impegnativo; sono stata anche in sala rianimazione per essere meglio monitorata. Lì ho capito che avevo subito un’operazione complessa ma, in quel momento, in quella stanza isolata, ho potuto pensare alla grandezza del Signore e rendergli grazie nel mio piccolo per il grande dono ricevuto da Lui dopo avere invocato la Serva di Dio Nuccia Tolomeo. Così è iniziata la mia nuova vita. 
Un grazie particolare lo devo a mio marito che mi ha so-stenuto in ogni decisione presa, alla mia famiglia ed a quella di mio marito che non mi hanno lasciato neanche un attimo da sola. Un altro grazie va al mio ginecologo, dottore Quintieri, per avermi aiutato a percorrere questa strada con serenità, sostenendomi nella decisione e credendo sin dall’inizio che sarebbe andato tutto per il meglio. Un immenso grazie a Padre Pasquale che, dopo avere invocato Nuccia, da quella famosa domenica mi ha sostenuta fino alla fine della mia avventura. Oggi sono felice di essere qui, nella Chiesa del Monte in Catanzaro, dove riposano i resti mortali della Serva di Dio, per ringraziarla per la nascita di Francesco, e glorificare il Signore per la grazia ricevuta".  (Carella Ida)