28/02/2019
Esercizi spirituali del clero con l'Arcivescovo Bertolone a Cetraro

Dal 25 al 28 febbraio, 68 presbiteri si sono ritrovati con l’Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, Mons. Vincenzo Bertolone, per gli esercizi spirituali diocesani nel centro residenziale “Colonia S. Benedetto” di Cetraro. 
Le meditazioni, affidate a padre Andrea Stefani, sono state avvalorate con momenti di preghiera personale e comunitaria e con la celebrazione della Santa Messa. Alla sera i presbiteri si sono ritrovati con l’Arcivescovo per confrontarsi e dialogare in un clima di familiarità.
Il tema fondamentale offerto ai partecipanti ha riguardato l’unione sponsale che ogni presbitero è chiamato a realizzare con Cristo Gesù. Prendendo in considerazione le immagini bibliche del rapporto sponsale tra Dio con il suo popolo, rivelato soprattutto dai profeti, il predicatore ha messo in luce la fedeltà di Dio verso il suo popolo, nonostante il tradimento e l’infedeltà delle creature. Da una parte Dio resta fedele all’alleanza stipulata con il suo popolo, mentre il popolo non rispetta l’alleanza stipulata con il suo Dio e lo tradisce seguendo altri idoli. Questa dinamica di alleanza riguarda anche il presbitero. Infatti, il giorno dell’ordinazione presbiterale, ogni candidato ha stipulato un’alleanza d’amore con Cristo Gesù, scegliendoLo come unico e definitivo amore della propria vita accettando precise condizioni stabilite da Cristo stesso per accedere al ministero sacerdotale nella Sua Chiesa. Questa alleanza viene sempre rispettata da Cristo, mentre accade che il presbitero si riprenda la propria vita e rinneghi il sì dato al Signore. Il tradimento avviene quando il presbitero preferisce se stesso, altre persone o le cose a Cristo, disobbedendo alla volontà che Gesù ha sui Suoi ministri. In questi casi di peccato si innesca un processo inarrestabile di morte del ministro sacro, processo che può essere interrotto solo attraverso la richiesta di perdono che bussa al cuore misericordioso del Signore per rientrare nell’alleanza stipulata. La via della vita presbiterale, invece, è quella della fedeltà amorosa all’alleanza stipulata, alleanza che prevede la conformazione totale e piena a Gesù Cristo, conformazione iniziata con l’ordinazione, ma da portare a compimento, giorno per giorno, attraverso un’esistenza che acquisisce gli stessi sentimenti di Gesù Cristo fino a poter dire, come san Paolo, Cristo vive in me. Raggiungere questa unione sponsale del presbitero con Cristo e avere il cuore di Cristo che batte nel proprio è possibile se il presbitero elimina dalla sua esistenza ogni peccato e obbedisce a ogni Parola di Cristo contenuta nel Vangelo, mettendo in pratica la volontà divina sul ministero presbiterale, aiutato dalla grazia sacramentale e dalla preghiera, guidato e confortato dalla comunione ecclesiale. 
Gli esercizi, vissuti in un clima di serenità e gioia, sono culminati con la celebrazione eucaristica nella quale l’Arcivescovo, sulla base delle letture del giorno, ha esortato i partecipanti a vivere la misericordia pastorale, che consiste nel donare al gregge la Parola di Dio, secondo la verità spiegata dalla Chiesa; a stare lontano da ogni peccato, per non essere causa di scandali, perché Cristo è senza peccato; a percorrere la via stretta del Vangelo perché, se da una parte Cristo è buono, dall’altra è esigente. In tal modo il presbitero può essere sempre di Cristo e, radicato in Lui, sarà come albero piantato lungo corsi di acqua che non seccherà mai, ma produrrà buoni frutti. 
Ringraziamo il Signore per questo periodo di meditazione e riflessione, chiedendo la grazia di rimanere sempre fedeli all’alleanza sponsale stipulata con Lui il giorno dell’ordinazione sacerdotale per portarla a pieno compimento. 

Don Remo Fiorentino