06/03/2019
Lettera quaresimale dell'Arcivescovo Mons. Vincenzo Bertolone

Mercoledì delle Ceneri, inia il tempo di Quaresima. In tutte le parrocchie si celebrerà la Santa messa con l’imposizione delle ceneri, che richiamano il segno della debole e fragile condizione dell'uomo, il segno esterno di colui che si pente, esplicitato nelle due formule durante l’imposizione sul capo: “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai” e “Convertitevi, e credete al Vangelo”. Un richiamo alla penitenza, alla conversione, alla preghiera, attuando con rinnovato impegno la volontà di Dio. Anche quest’anno l’Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, Mons. Vincenzo Bertolone, ha voluto indirizzare alla comunità diocesana una riflessione per l’itinerario quaresimale attraverso la lettera «Ardente desiderio di bontà: Rallegratevi con tutte le creature!». Il Presule richiamando il messaggio del Santo Padre, inizia il suo scritto ricordando il saluto dell’angelo a Maria, la Madre di Gesù. «Quel medesimo saluto gioioso rivolto da Gabriele alla ragazza di Nazaret, - scrive l’Arcivescovo - rivolgo anch’io a voi, confortato dalle indicazioni che il Santo Padre ha dato a tutta la Chiesa, all’inizio di questo cammino quaresimale dell’anno 2019, invitandovi anche a collegare la vostra gioia con quella di tutte le realtà del creato, anzi del cosmo: “Rallegratevi con tutte le creature!” » Richiamando il significato cristiano del deserto, della preghiera, del digiuno e del perdono, l’Arcivescovo invita la comunità a saper vivere questo tempo di rinnovamento spirituale. «La gioia nostra e la gioia del cosmo sarà piena - scrive Mons. Bertolone - , se in tutto, guidati da Maria Vergine, ci assimileremo a Gesù di Nazaret». Quel Gesù che ricercava il deserto, luogo essenziale per approfondire la vita interiore, disponendo il proprio animo alla contemplazione e alla preghiera, facendo spazio allo Spirito Santo. «Per santa Teresa d’Avila- ricorda Mons. Bertolone -, la preghiera è “un intimo rapporto di amicizia, un frequente trattenimento da solo a solo con Colui da cui sappiamo d’essere amati”. Vorrei insistere sul fatto che questo non è solo per pochi privilegiati, ma per tutti, perché abbiamo tutti bisogno di questo silenzio carico di presenza adorata». Una vita spirituale interiore capace del digiuno non solo dal cibo, ma anche da ben altri digiuni: dal giudicare gli altri, dal dire parole offensive, dal pessimismo, dalle eccessive preoccupazioni e da tutto ciò che allontana da Cristo, recuperando il ruolo centrale della Parola che salva. «Curare l’interiorità – evidenzia Mons. Bertolone - diventa fondamentale per un percorso autentico di vita umana e cristiana, perché l’origine del male e della violenza risiede nel cuore umano, che si rivela violento quando la persona liberamente decide di scegliere la violenza e si rende responsabile di atti violenti contro gli altri, contro i più inermi, contro le risorse del pianeta». La lettera si conclude con un invito a riscoprire il ruolo di “essere fratelli tra noi e con le creature”. «È difficile – scrive Mons. Bertolone - ricordare che il diverso, lo scartato, il profugo… è mio fratello: molto più facile chiudersi a riccio per paura, ancora più facile risolvere il problema dell’altro creando ghetti, campi di raccolta, o elevando barriere e muri… Una vera fraternità fra gli uomini, per essere autentica e obbligante, suppone ed esige una Paternità trascendente e riboccante di metafisico amore, di soprannaturale carità. Noi possiamo insegnare la fratellanza umana, cioè la pace, insegnando a riconoscere, ad amare, a invocare il Padre nostro, che sta nei cieli». Fratelli che, superando egoismi e divisioni, cercano la pace con i fratelli. Giovanni Scarpino