19/04/2019
Con una veglia la comunità diocesana partecipa al dolore di Notre Dame

A tre giorni dall’evento che ha gravemente danneggiato la cattedrale di Notre Dame, anche la comunità ecclesiale di Catanzaro si è associata alla preghiera che ha unito tanti fedeli e cittadini francesi. Non è passata inosservata, infatti, la straordinaria e imprevedibile risposta della gente di Parigi, soprattutto dei giovani. “C’est notre cœur qui brûle” – è il nostro cuore che va in fiamme – sospiravano in molti sulle rive della Senna, riconoscendo implicitamente che il loro cuore di comunità nazionale è indissolubilmente intrecciato a ciò che Notre Dame rappresenta, e che nessuna radicalizzazione della laicità può rinnegare: una storia plurimillenaria, una cultura, una coscienza che si sono costruite a partire dalla fede cristiana.
Facendo da risonanza a questo evento dagli impensabili risvolti provvidenziali, l’Ufficio cultura della nostra Arcidiocesi e la parrocchia di San Giovanni Battista hanno così proposto una veglia rivolta alla Santa Vergine con il titolo di Notre Dame, animata nella storica chiesa del centro città. L'iniziativa è stata incastonata nella tradizionale visita degli altari della reposizione, accuratamente allestiti nelle chiese cittadine, che coinvolge migliaia di catanzaresi la sera del Giovedì Santo. Il parroco don Francesco Brancaccio e gli animatori della parrocchia hanno proposto una suggestiva sosta di preghiera davanti al Ss.mo Sacramento, durante la quale sono state affidate a Notre Dame ansie e speranze dell’ora attuale: la missione della Chiesa, l’Europa, la casa comune, i popoli più provati, i migranti e i profughi, il futuro dei giovani e della famiglia. Il canto del “Je vous salue Marie” all’inizio di ogni decina del Rosario, concluse con la recita del “Salut, ô Reine” e di una preghiera a Notre Dame hanno arricchito il senso di comunione con i sentimenti di fede e commozione che nello stesso momento animavano diverse comunità ecclesiali d’Oltralpe.